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Ritiri negli sport invernali 2026: l’Italia saluta i suoi big
Wierer, Pellegrino, De Fabiani: un cambio generazionale tra biathlon, fondo e ghiaccio

La stagione 2026 segna un momento di svolta per gli sport invernali italiani. Il periodo post-olimpico, come spesso accade, è stato teatro di numerosi ritiri di atleti di primo piano, con un impatto tecnico e simbolico significativo per tutto il movimento. Il biathlon, lo sci di fondo e le discipline del ghiaccio hanno visto l’uscita di scena di protagonisti che hanno segnato un’epoca, lasciando un’eredità importante sia dal punto di vista dei risultati sia da quello della gestione gara e dell’esperienza maturata nel corso degli anni.
Biathlon: l’addio di Dorothea Wierer
Il ritiro di Dorothea Wierer rappresenta uno dei momenti più rilevanti della stagione. L’atleta altoatesina, classe 1990, ha deciso di chiudere la carriera agonistica dopo aver raggiunto traguardi storici per il biathlon italiano e internazionale. Wierer è stata la terza atleta nella storia a vincere almeno una gara in tutti i sette formati del biathlon, un dato che testimonia la sua versatilità e la costanza di rendimento su ogni distanza e tipologia di gara. Nel suo palmarès spiccano due Coppe del Mondo generali, quattro Coppe di specialità e quattro ori mondiali, oltre a una medaglia d’argento e tre di bronzo ai Giochi Olimpici.
Dal punto di vista della gestione gara e del cronometraggio, Wierer è stata spesso protagonista di performance in cui la precisione al poligono e la capacità di gestire i tempi di transizione tra sciata e tiro hanno fatto la differenza, soprattutto nelle gare a inseguimento e partenza in linea. La sua esperienza ha rappresentato un riferimento anche per le compagne di squadra e per tutto il movimento azzurro, contribuendo a portare il biathlon italiano ai vertici mondiali.
Sci di fondo: Pellegrino e De Fabiani chiudono un ciclo
Nel settore nordico, il fondo italiano perde due nomi di spicco: Federico Pellegrino e Francesco De Fabiani. Pellegrino, coetaneo di Wierer, ha lasciato il segno per quasi quindici anni, mantenendo lo sci di fondo italiano tra le eccellenze internazionali. Il suo ritiro arriva ancora da protagonista, a testimonianza di una carriera gestita con attenzione ai picchi di forma e ai momenti chiave della stagione, elementi fondamentali per chi opera nel live timing e nella preparazione delle strategie di gara.
Francesco De Fabiani, invece, ha scelto di fermarsi dopo aver vissuto una parabola discendente negli ultimi anni. Il suo contributo è stato fondamentale per il rilancio del fondo azzurro nell’ultimo decennio: 233 prove di Coppa del Mondo, 10 podi individuali, 6 podi di squadra e risultati di rilievo nelle gare iridate e olimpiche. De Fabiani ha sempre dimostrato una grande capacità di lettura della gara, gestendo i passaggi chiave e le fasi di attacco con lucidità, come dimostrato nelle sue migliori prestazioni a Lahti, Cogne e nelle staffette mondiali.
Combinata nordica e ghiaccio: altri addii illustri
La combinata nordica italiana esce dimezzata dai ritiri di Alessandro Pittin, Samuel Costa, Raffaele Buzzi e Veronica Gianmoena. Si tratta di atleti che hanno rappresentato la spina dorsale della squadra nelle ultime stagioni, spesso impegnati nella gestione di gare complesse dove la precisione nei cambi di disciplina e la capacità di adattarsi alle condizioni di gara erano determinanti anche per chi segue il timing e la logistica delle competizioni.
Nel ghiaccio, da segnalare i ritiri di Martina Valcepina e Mattia Antonioli nello short track, due atleti che hanno contribuito alla crescita del movimento italiano e che hanno vissuto da protagonisti le fasi più delicate delle gare, dove la gestione dei tempi e delle strategie di sorpasso è spesso decisiva per il risultato finale.
Chi resta e prospettive per la stagione 2026-27
Nonostante i numerosi addii, alcuni veterani hanno scelto di continuare: tra questi Arianna Fontana, Federica Brignone, Christof Innerhofer e Roland Fischnaller, tutti ancora “abili e arruolabili” per la prossima stagione. Brignone, in particolare, dopo un lungo recupero dall’infortunio del 2025, ha dichiarato di essere in piena preparazione estiva, lavorando giorno dopo giorno per tornare al cancelletto di partenza. La sua esperienza e la capacità di affrontare i momenti difficili rappresentano un valore aggiunto sia per la squadra sia per chi opera nel settore del cronometraggio e dell’analisi delle prestazioni.
Il cambio generazionale è avviato, ma il movimento italiano degli sport invernali può ancora contare su atleti di spessore e su una base tecnica solida. La gestione dei nuovi equilibri, sia in gara che fuori, sarà fondamentale per mantenere alto il livello di competitività e per continuare a offrire agli appassionati prestazioni di rilievo e risultati cronometrati all’altezza della tradizione azzurra.
LIVIO, EnterCrono