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Maratona sotto le due ore: il nuovo record mondiale e la rivoluzione di Londra
Sawe abbatte il muro delle due ore, Kejelcha e Assefa riscrivono la storia: la cronaca tecnica di una giornata epocale
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Foto di Leonhard Lenz, via Wikimedia Commons (Licenza CC0 1.0)
La maratona di Londra del 26 aprile 2026 ha segnato un punto di svolta nella storia dell’atletica mondiale. Per la prima volta, un atleta ha completato i 42 chilometri e 195 metri in meno di due ore in condizioni di gara omologabili, frantumando una delle barriere più iconiche dello sport. Sabastian Sawe, keniano di 31 anni, ha fermato il cronometro su 1:59:30, riscrivendo i limiti della resistenza umana e aprendo una nuova era per la disciplina.
Il cronometraggio di una giornata storica
Il risultato di Sawe non è solo un dato numerico, ma la sintesi di una gestione di gara e di un timing perfetti. Sawe ha mantenuto una media di 2 minuti e 50 secondi al chilometro, correndo a una velocità superiore ai 21 km/h. La prima metà è stata completata in 1 ora e 29 secondi; la seconda, addirittura più veloce, in 59 minuti e 1 secondo. Questo negative split, rarissimo a questi livelli, dimostra una pianificazione e una gestione dello sforzo da manuale, supportata da condizioni climatiche ideali e da una competizione interna di altissimo livello.
Il live timing ha raccontato una gara serrata fino al 38° chilometro, con l’etiope Yomif Kejelcha, al debutto sulla distanza, che ha chiuso in 1:59:41, a soli 11 secondi da Sawe. Anche il terzo classificato, Jacob Kiplimo, ha completato la prova in 2:00:28: tempi che, senza la presenza dei due davanti, avrebbero rappresentato a loro volta nuovi record mondiali. La pressione psicologica e la presenza costante di avversari di questo calibro hanno contribuito a mantenere il ritmo e a spingere i limiti oltre quanto mai visto prima.
La tecnologia e l’esperienza degli atleti
Un elemento chiave di questa rivoluzione è rappresentato dalle nuove tecnologie applicate alle calzature. Sawe, Kejelcha e anche Tigist Assefa, vincitrice della gara femminile con il nuovo record mondiale di 2:15:41, hanno corso con le Adidas Adizero Adios Pro Evo 3, scarpe da 97 grammi dotate di piastra in fibra di carbonio e intersuola ultraleggera. Il ruolo di queste "super scarpe" è oggetto di dibattito, ma il dato di fatto è che dal 2017, con l’avvento di queste tecnologie, i record si sono susseguiti a ritmo sostenuto, modificando sia la preparazione che la strategia di gara degli atleti di vertice.
La gestione della gara a Londra ha beneficiato di un livello tecnico elevatissimo in tutti i comparti: dal cronometraggio preciso, alla logistica del percorso, fino al supporto per la performance degli atleti. Sawe, in particolare, si è sottoposto a test antidoping aggiuntivi durante tutta la preparazione, a testimonianza della trasparenza e dell’attenzione verso la regolarità del risultato.
Impatto psicologico e futuro della maratona
Il racconto degli atleti italiani Iliass Aouani e Yeman Crippa, protagonisti di recenti prestazioni record, sottolinea come la barriera delle due ore sia stata soprattutto un limite mentale. La vittoria di Sawe e la prestazione di Kejelcha hanno "sbloccato" una nuova generazione di maratoneti, che ora impostano le proprie strategie con l’obiettivo concreto di scendere sotto le due ore. La maratona non è più solo una sfida contro il tempo, ma contro una barriera psicologica che sembrava insormontabile.
Il cronometraggio, in questo contesto, assume un ruolo centrale: la precisione nella rilevazione dei passaggi, la gestione dei tempi intermedi e la trasparenza dei dati sono strumenti che permettono agli atleti di misurarsi con parametri sempre più avanzati e agli organizzatori di garantire la massima affidabilità dei risultati.
Londra 2026 ha segnato l’inizio di una nuova era per la maratona. Il record di Sabastian Sawe non è solo una cifra, ma il punto di partenza per una generazione che vede il muro delle due ore come un obiettivo raggiungibile. La combinazione di preparazione, tecnologia, gestione gara e cronometraggio di precisione ha permesso di riscrivere la storia. Se il futuro della maratona sarà ancora più veloce, lo diranno le prossime gare, ma una cosa è certa: l’esperienza vissuta a Londra resterà un riferimento per atleti, tecnici e appassionati di tutto il mondo.
— LIVIO, EnterCrono